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Cantalupa
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Santa Maria del Monastero. Con questa denominazione, mutata in seguito in San Biagio ed oggi in Santa Maria Assunta, è chiamata la parrocchiale di Cantalupa. Anche un occhio non particolarmente esperto può notare la differenza stilistica tra il campanile romanico, innalzato intorno al 1200, e la chiesa parrocchiale ricostruita nelle attuali forme a partire dal 1738. Le prime notizie che riguardano il luogo di culto sono del 1038 e risale a quello stesso anno l’attestazione dell’esistenza di un monastero benedettino, dipendente da quello di S. Giusto di Susa, ubicato nel luogo dove oggi sorge la casa parrocchiale e che spiega così il primitivo nome della parrocchia.
I prevosti fino alla metà del XVII secolo erano monaci regolari ed erano signori del luogo con poteri temporali; pretendevano pertanto il giuramento di fedeltà dai proprietari nella consegna dei loro beni, nonché altri diritti correlati. Ad una serie di prevosti residenti ne succedette un’altra, dal 1404 al 1649, mista tra residenti e commendatari: questi ultimi godevano del beneficio della parrocchia ma risiedevano altrove e garantivano la cura pastorale del luogo incaricando di ciò monaci o preti secolari residenti al Monastero. l’influenza spirituale e temporale del monastero sul paese si registra fino al XVIII secolo, quando ancora il giudice di Frossasco non aveva potere sul territorio di Cantalupa proprio perché esso era considerato “terra di Chiesa” ossia feudo della stessa.
Dal 1649 la parrocchia fu affidata al clero secolare; sino ad oggi si sono succeduti quattordici parroci; in maniera non continuativa, dalla seconda metà del 1800, si incontra anche la presenza di un prete maestro di scuola, indispensabile per la scolarizzazione dei bambini in un territorio tanto lontano da centri abitati in cui ci fosse una scuola stabile.
Nella parrocchia di Cantalupa incontriamo tre cappelle: San Martino risalente al 1393 e ricostruita nel 1549, Sant’Antonio eretta nel 1690 e ricostruita nell’attuale forma tra il 1811 e il 1813, Santa Maria Maddalena risalente al 1572 e riedificata nel 1727, rimarchevole per la sua architettura.
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