Cantalupa

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta

La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta si trova poco fuori il piccolo centro di Cantalupa, in posizione elevata; l’edificio faceva parte dell’antico monastero di cui rimane, al lato est della chiesa, un massiccio fabbricato ora destinato a casa parrocchiale. Il campanile romanico, unica struttura rimasta di epoca medievale, si trova in aderenza alla chiesa nella regione absidale ed è realizzato in pietra con una tessitura regolare: da un massiccio basamento l’altezza si sviluppa in sette livelli separati da archetti pensili in laterizio che definiscono gli spazi. Partendo dall’alto tre livelli sono ornati da bifore, uno da monofore e due da feritoie.

La chiesa è stata costruita nelle forme attuali a partire dal 1740 ed è uno splendido esempio di barocco piemontese: presenta una facciata in laterizio pieno in cui sono visibili le buche pontaie; al centro vi è un bel portone in legno scolpito, incorniciato da un portale che culmina con timpano triangolare. Internamente lo spazio a navata unica è scandito da lesene che sorreggono una trabeazione sulla quale poggia la volta a crociera al centro e a botte nel transetto.

La decorazione interna, ricca e aderente alla cultura scenografica dell’epoca, è un tripudio di forme plastiche curvilinee, stucchi e arredi originali, sui quali l’occhio è invitato a scorrere fino alla stupenda macchina d’altare in legno policromo, fulcro di tutta la composizione.  Leggendo una relazione datata 1822 sullo stato della parrocchia si può notare come poco sia cambiato da allora: gli altari e le suppellettili principali sono rimasti fortunatamente in loco. I due altari laterali sono dedicati all’Immacolata Concezione (a cornu Epistulae), ed al Santo Rosario (a cornu Evangelii), in una ricchezza scenica che va in crescendo per trovare il suo fulcro nell’abside ove la grande macchina d’altare lignea, ricca di sculture dalla vivida policromia, racchiude al centro la pala raffigurante l’Ascensione della Vergine con san Biagio in adorazione, opera firmata e datata “Aloysius Pugnanus pictor academicus Taurinensis anno 1782”.

L’antico chiostro del monastero è oggi un giardino adiacente la chiesa, da cui lo sguardo abbraccia da un lato la piana che arriva a Torino e dall’altro le guglie dei tre denti e le cime circostanti.

 

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