Funzione nella società e storia del sigillo

Glossario

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Anello del pescatore: sigillo aderente di cera rossa, di forma ovale, che rappresenta san Pietro nella barca intento a pescare. È il sigillo peculiare dei pontefici.

Appensione: insieme dei sistemi attraverso i quali il sigillo viene vincolato al documento.

Appiccagnolo: estremità della matrice metallica che ne permette la presa; spesso è forata per consentire il passaggio di una catenella.

Bolla: sigillo di piombo, eccezionalmente d’oro o d’argento, aderente e impresso su due facce. Le bolle, generalmente di forma circolare, sono appese ai documenti mediante cordicelle seriche o di canapa oppure fili dorati.

Boulloterion: strumento a forma di tenaglia utilizzato per fabbricare i sigilli di piombo in uso presso la cancelleria bizantina e pontificia.

Campo: parte del sigillo che reca l’immagine o il tipo, generalmente delimitata da un filetto.

Cera da restauro: miscela composta da diversi elementi, utilizzata per gli interventi di restauro dei sigilli di cera.

Ceralacca: anche detta cera di Spagna o cera spagnola, è un composto a base di resine naturali, sostanze minerali e coloranti, utilizzato per la produzioni di sigilli e in uso in Europa a partire dalla fine del XVI secolo. È generalmente di colore rosso.

Colletto: ispessimento del perimetro della massa cerosa che si forma in seguito all’impressione del sigillo.

Contrazione: sistema di abbreviazione paleografica in cui vengono eliminate una o più lettere all’interno della parola, conservandone però l’inizio e la fine (es. DS per Deus).

Controsigillo: impronta di dimensioni minori impressa sul dorso di un sigillo, con lo scopo di rendere più difficili le falsificazioni o gli abusi.

Crisobolla: sigillo d’oro.

Culla: sistema di protezione del sigillo pendente, realizzato nella maggior parte dei casi in cera vergine, nel quale viene alloggiato un sottile strato di cera di altro colore recante l’impronta.

Documento multisigillato: atto che reca appesi alla sua plica due o più sigilli.

Escatocollo: parte finale del documento, contenente le formule conclusive, la data, la sottoscrizione e gli eventuali elementi di convalida.

Filetto: elemento di varia forma che corre lungo il perimetro del sigillo e ne delimita l’iconografia.

Fondo: parte del campo sulla quale si staglia l’immagine. Può presentarsi liscia oppure essere lavorata secondo diversi stili.

Impronta: sinonimo di sigillo.

Inquartato: Scudo o campo del sigillo diviso in quattro parti uguali (quarti) da due linee che si incrociano al centro; una verticale (partizione) e una orizzontale (troncatura). È una delle partizioni più utilizzate per unire le armi di famiglie diverse o di territori federati.

Leggenda: parte epigrafica del sigillo che identifica il titolare. È generalmente disposta lungo il bordo, in senso orario (destrogira) e in caratteri che seguono gli stili di scrittura dell’epoca.

Littera gratiosa: documento usato dalla cancelleria pontificia nel Medioevo per concedere grazie, benefici, privilegi o nomine. Prende il nome dal suo contenuto favorevole e si distingue per l’uso dei sigilli apposti con fili di seta.

Matrice: strumento inciso o intagliato nel metallo o in pietre dure, che contiene l’immagine o la legenda da riprodurre.

Oculi: incisioni praticate nel supporto scrittorio per permettere il passaggio dei sistemi di appensione.

Ostia: composto di farina, gommalacca o ceralacca, generalmente di colore rosso o aranciato, utilizzato per fissare al supporto scrittorio i sigilli di cera.

Partito: scudo o campo del sigillo diviso verticalmente in due parti uguali da una linea dritta che scende dal centro del margine superiore a quello inferiore. Ciascuna delle due sezioni può ospitare figure o blasonature diverse.

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