Fratel Bernardino da Recanati e Padre Alessandro Secchi: la fondazione dell'Eremo di Frascati
La biblioteca dell’Eremo: Padre Filippo Palmieri da Barchi.
La biblioteca dell’Eremo: Padre Filippo Palmieri da Barchi.
MENU
Fin da quando – nel primo decennio del XVII secolo – nacque l’Eremo, fra gli Eremiti di Monte corona vi è sempre stata anche una Biblioteca, indispensabile per la ‘lectio divina’ quotidiana. Di questa biblioteca, però – probabilmente modesta, agli inizi -, è rimasta scarsa traccia. Senza dubbio il patrimonio librario, nel corso dei secoli, sarà andato accrescendosi. Ma le due soppressioni dell’Ottocento ne hanno causato la dispersione.
Gli inizi della biblioteca attuale vanno collocati alla fine dell’Ottocento. Gli eremiti non si dedicavano a lavori scientifici: i loro libri erano prevalentemente di carattere teologico e spirituale. Il patrimonio librario – conservato in un ambiente vicino alla sacrestia che poteva contenere non più di tre o quattromila volumi – era via via arricchito da donazioni.
Don Filippo Palmieri da Barchi (1762-1827) dai primi anni dell’800 assunse il ruolo di storico dell’Eremo e si accinse inoltre alla trascrizione dei manoscritti del beato Paolo Giustiniani, resa necessaria dalla difficile comprensione non tanto della grafia del beato, quanto dalla grammatica e dalla sintassi da lui usata, il che rendeva la lettura dei suoi scritti praticamente impossibile per i monaci del tempo.
Don Filippo svolse anche attività di erudito e saggista su argomenti che vanno dalla geografia alla patrologia, dall’astronomia all’estetica, dalla lessicografia alla liturgia, dalla fisica alla storia monastica.
Per quanto riguarda la storia della Congregazione egli proseguì la “Continuazione della Storia Romualdina” di Don Benedetto Galassi da Macerata (1745 ca. -1803) con una serie di “Questioni storiche camaldolesi”; ordinò e commentò le “Memorie della nostra Congregazione interrotte, senza ordine, e non intere”, composte dal Padre D. Placido Perugino (? – m. 1600)
Dopo il Concilio Vaticano II fu inaugurata la nuova biblioteca nei locali in cui si trova tuttora, dove essa può comodamente contenere quanto è stato acquistato o anche donato negli ultimi cinquant’anni: libri fra i quali è da notare la presenza relativamente numerosa di opere nelle principali lingue europee.
Gli argomenti sono, per lo più, di carattere religioso.
Vale per la biblioteca tuscolana quanto si dice di altre piccole biblioteche monastiche: ci si meraviglia di quanto vi si trova e di quanto vi manca.
Please , update your browser






