Ego sum sigillum. Impronta e segni che parlano

E’
disponibile sul portale BeWeb il percorso: “Ego sum sigillum. Impronta e segni
che parlano
” a cura dell’Archivio storico diocesano di Bergamo, con la
collaborazione dell’Archivio di Stato e della Biblioteca civica A. Mai e
Archivi storici
.

Il
percorso di approfondimento sul tema dei sigilli, “microcosmi di cultura”,
muove dal desiderio di offrire diverse suggestioni di lettura e di direzioni
interpretative a un “corpus” di una trentina di sigilli restaurati dalle tre
Istituzioni (dal sec. IX al XIX) e che racchiudono, nella loro piccolezza e
preziosità, una molteplicità di storie e significati.

Oggetti
simbolici strettamente legati all’individualità dei possessori e solo
successivamente diventati attestazione di proprietà, mezzo di chiusura, segno
di convalida, oggi si offrono come possibilità concreta di comprensione della
storia pluricentenaria che ce li ha consegnati. Ancora strettamente
legati ai documenti di cui sono garanti, essi raccontano l’onore impegnato,
l’accettazione consapevole delle implicazioni che da quella volontà discendono,
la coscienza della propria storia, ma anche la sostanza della propria fede e
del proprio ruolo sociale.

Su molti sigilli ecclesiastici sono evidenti rappresentazioni tipiche
del potere derivante dall’autorità imperiale/civile ma al contempo, sono molte
le impronte “mondane” con richiami ai più svariati temi e figure del patrimonio
religioso cristiano, segno di quella profonda commistione di valori,
significati, orizzonti che l’uomo libero, da sempre, porta con sé e di cui i
sigilli, con il loro altissimo valore simbolico, sono espressione.

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